Monica Biancardi
La bellezza fotografata da Monica Biancardi è quella che si rivela nei luoghi che respirano di memorie antiche, quella bellezza che appare nella sua poetica naturalezza allo sguardo di chi è abituato a sentire I luoghi ancor prima di vederli.
Biografia dell'artista
Monica Biancardi nasce a Napoli nel 1972. Dopo la laurea in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, inizia a lavorare per importanti registi italiani e stranieri svolgendo parallelamente l’attività di docente e la sua ricerca fotografica concentrandosi negli anni su temi quali identità, memoria, migrazione, dialogo interculturale e condizione femminile. Il suo primo progetto Credere, vent’anni di sguardi bianco/nero al sud Italia, viene acquistato dalla Bibliothèque Nationale de France. Nel 2003 a Napoli espone la sua prima mostra Ritratti, poi al MACBA di Barcellona, a Madrid, Salamanca, alla Biennale della fotografia di Brescia e al Museo MADRE di Napoli. Achille Bonito Oliva la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula durante la rassegna Le Opere e i giorni. “Dolore”, parte del progetto artistico Aldilà, è acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli e installato nella fermata Lala. Nel 2004 realizza un racconto per immagini Viaggio a Librino con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005, in piazza Castello a Milano, organizza la performance per la pace Un Abbraccio, ripetuta a Napoli a piazza Dante e poi a Gerusalemme sul Monte degli Ulivi con donne arabe ed israeliane. Nel dicembre del 2006 espone al Castel Sant’Elmo di Napoli, Mutamenti, dedica al padre (catalogo Electa), poi a Milano e ad Arau, in Svizzera. Sensibile al tema dell’integrazione culturale, per conto dell’Al Quds University di Gerusalemme, Monica Biancardi espone Tra le immagini, un lavoro svolto per anni in Palestina (catalogo Al Quds University) che poi presenta in forma multimediale al MAV di Ercolano. Nel 2009, su invito della Soprintendenza di Napoli e nell’ambito di un progetto sulla contaminazione culturale, contemporaneamente a Julian Schnabel e Luigi Ontani, realizza al Museo di Capodimonte di Napoli una grande mostra dal titolo Orientamenti (catalogo ed. Shin Art). Nell’ottobre 2012 il MART di Rovereto la invita ad esporre il progetto Habitus. Dal 2013 al 2015 è l’artista scelta dalla Fondazione Premio Napoli per la Letteratura, uno dei lavori di Ritratti vince il premio Serrone, che viene esposto alla Villa Reale di Monza. Nel 2015 vince il Premio Dolomiti Arte Contemporanee. Nel 2017 pubblica per la casa editrice Damiani RiMembra, progetto durato più di sette anni, a cui collabora il poeta Gabriele Frasca, ed esposto al Museo Nitsch di Napoli, all’I.I.C. a Parigi durante Paris-Photo, al Museo di Santa Maria della Scala a Siena e nel maggio del 2018, alla Biennale de Aubagne sulla Fotografia Italiana. Nell’ottobre del 2018 esce il libro Manodopera edito da Contrasto. Nel 2019 all Shazar Gallery di Napoli inaugura parte del progetto Punti di Vista, il cui polittico Finis Terrae viene acquisito dal Museo Madre di Napoli. Nel 2020 si cimenta in The catalogue of huts, che è l’istantanea di quanto accaduto alle donne all’interno delle mura domestiche durante il periodo del lockdown, esposto nel 2021 presso la Nuvola di Roma. Nel 2025 il Capitale che cresce è tra i progetti selezionati dal PAC, esposto nel 2026 al MAN di Nuoro. Dal 2026 è docente di Fotografia presso l’Accademia di belle Arti di Macerata. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche di arte contemporanea in Italia e all’estero.
Note di viaggio
Antro della Sibilla, Cuma - Napoli
Uno dei luoghi più affascinanti dei Campi Flegrei, è una galleria artificiale del VII secolo a.C. della Napoli greco-romana con sezione trapezoidale interamente scavata nel tufo. La forma trapezoidale era una tecnica costruttiva antisismica greca. L’antro è lungo 131 metri e termina con una sala con volta piatta con la presenza di tre nicchie. Probabilmente fu utilizzata come struttura militare dai Romani a difesa della città e del suo porto. Fu destinata anche a luogo di sepoltura sino all’abbandono dell’antica città di Cuma. Parimenti all’omologo di Delphi, la Sibilla cumana era una sacerdotessa di Apollo con funzioni profetiche, ovvero compiva i suoi rituali sacri ed enunciava i suoi oracoli all’umanità avvalendosi anche della suggestiva acustica della caverna.
Tempio di Mercurio, Baia - Napoli
Il Tempio di Mercurio è ’situato nel Parco archeologico di Baia dei Campi Flegrei (dal Greco “Terra bruciante” perché area vulcanica e caratterizzata da fenomeni bradisismici). Baia è stata definita l’”Atlantide Romana” grazie ai pregiati reperti sommersi ben conservati che lo rendono uno dei pochi parchi archeologici sommersi al mondo e unico esempio di area marina protetta e archeologia sommersa nel Mediterraneo. Il tempio fa parte di un complesso termale che comprende anche il Tempio di Diana e il Tempio di Venere quindi, nonostante il nome, il sito non aveva funzioni sacrali ma era destinato a frigidarium, ovvero una piscina termale per i bagni freddi. L’ambiente è circolare e presenta una grande sala termale con copertura a cupola e lumen centrale che anticipa quella del Pantheon ma con dimensioni più ridotte. L’antica città di Baia, oggi sommersa, in epoca romana era il più importante sito commerciale nonché famosa per le sue acque termali e come luogo di villeggiatura molto amato dai romani fin dal II secolo a.C.