Biblioteca Palatina

  • 14.000
    volumi di pregio
  • 3
    sale
  • 2
    anticamere
  • 12
    sezioni

Una biblioteca di rappresentanza, accessibile a studiosi qualificati

Attualmente la Biblioteca Palatina occupa tre stanze e due anticamere, parte del percorso museale, poste prima della Sala Ellittica. Nel 1803 le sue collezioni librarie contavano 2946 opere, per un totale di 7201 volumi. Molti di questi seguirono i Borbone in Sicilia, nel periodo dell’occupazione francese ma rientrarono a Caserta con la Restaurazione. La biblioteca continuò ad incrementarsi fino al 1860.

Numerose opere disperse furono riannesse alla biblioteca nei primi decenni del Novecento, prima che la Seconda guerra mondiale imprimesse il suo triste sigillo, con furti e danneggiamenti. I numerosi cataloghi storici della Biblioteca Palatina di Caserta permettono di valutare e conoscere le variazioni di una collezione di pregio, testimone del gusto e della cultura del suo tempo. Il patrimonio della biblioteca è affidato a personale specializzato e alla cura del Laboratorio di Restauro per i Beni Archivistici e Librari, che si occupa della sua manutenzione, conservazione e restauro.

Per accedere alla biblioteca

Info

Le sale della Biblioteca Palatina fanno parte del percorso di visita della Reggia di Caserta. La consultazione dei volumi si effettua esclusivamente su prenotazione, per comprovati motivi di ricerca scientifica. Le domande di accesso devono obbligatoriamente includere: curriculum Vitae del ricercatore, lettera di motivazione, abstract del progetto di ricerca in corso, modulo di richiesta debitamente compilato. Eventuali richieste incomplete non saranno prese in considerazione.

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I primi cataloghi della Biblioteca Palatina

Il più antico catalogo della Biblioteca Palatina è datato 1803, si tratta di un volume rilegato in pelle e decorato con il monogramma d’oro della regina Maria Carolina d’Asburgo. La prima parte contiene l’indice alfabetico degli autori, seguito dal catalogo dei libri anticamente conservati nella prima sala divisi per classi (religione, storia, dizionario della lingua, storia naturale, belle arti, poesia e viaggi, governo, educazione). La seconda parte è riferita alla terza stanza della biblioteca ordinata per numero di inventario. La maggior parte delle opere evocate nel Catalogo del 1803 si ritrovano in un altro catalogo, quello della Biblioteca Privata di Sua Maestà il Re, pubblicato a Palermo nel 1808. La collezione libraria seguì quasi integralmente i Borbone in Sicilia. A Caserta e a Napoli furono lasciati i libri tedeschi di Maria Carolina, chiusi in 32 casse presso la Biblioteca della Croce di Palazzo, rinvenuti al rientro di Ferdinando nel 1815 ed inviati alla Biblioteca Borbonica (oggi Nazionale), dove i libri furono catalogati da Pelagio Rossi. Purtroppo, nessun catalogo o inventario è testimone di quanto rimase o fu portato alla Biblioteca Palatina di Caserta durante il periodo dell’occupazione francese.

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La Biblioteca Palatina e la Restaurazione da Ferdinando I a Francesco II (1815-1861)

Nel gennaio 1834 la Biblioteca Palatina di Caserta fu dotata di un “1° Registro dell’entrata de nuovi libri”, testimone dell’ingresso di ben 1818 volumi entro la fine del 1835. Molti di questi arrivarono a Caserta attraverso l’ufficio della Real Controloria e la Segreteria di Casa Reale, altri per dono o acquisto in virtù della legge sul diritto di stampa emanata nel 1822. Nel 1857 un nuovo inventario fu redatto dal bibliotecario reale Francesco Ceva Grimaldi. Le collezioni della biblioteca furono riorganizzate in otto classi: religione, legislazione, scienze e belle arti, belle lettere, storia e geografia, bibliografia, enciclopedia e giornali, a cui si aggiungevano le miscellanee.

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Tra unità d'Italia e Novecento

Nessuna fonte attesta variazioni delle raccolte della Biblioteca Palatina dopo l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia. Un nuovo inventario fu compilato tra il 1879 e il 1889, nell’ottica di un riordino amministrativo della biblioteca. Molte annotazioni permettono di identificare i funzionari che riportarono presso la biblioteca volumi dispersi nei numerosi spazi della Reggia. Tra le opere ritrovate figura la raccolta di leggi del Regno delle Due Sicilie, recuperata da Guido Franci nel 1909 insieme a un centinaio di altri volumi. Nel 1924, quando la Biblioteca Palatina passò al Demanio dello Stato, venne realizzato un ulteriore inventario. Giovanni Adamo, funzionario della Real Casa, Vitaliano Rossi, procuratore del registro di Caserta e Vincenzo Senese, funzionario della Soprintendenza di Napoli, realizzarono un “Catalogo Alfabetico per Autori”, ancora in uso.

Durante la Seconda guerra mondiale le collezioni della Biblioteca Palatina subirono pesanti perdite: un nuovo inventario fu redatto da Giuseppe D’Anna tra il 1951 e il 1954.

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