Raffaela Mariniello
Il personale Grand Tour di Raffaela Mariniello, la quale ha sempre rivolto un’attenzione particolare alla trasformazione del paesaggio e al rapporto tra l’uomo e i luoghi che abita, è un viaggio di rivelazione che invita a riflessioni sulle possibilità di alterazione dell’identità del nostro patrimonio artistico e al contempo sul loro più intimo e profondo modo di manifestarsi.
Biografia dell'artista
Raffaela Mariniello è nata a Napoli nel 1961. La sua ricerca è rivolta a tematiche sociali e culturali, con un’attenzione particolare alla trasformazione del paesaggio urbano e al rapporto tra l’uomo, il quotidiano e la natura. Vive e lavora tra Napoli e Milano. Nel 1991 inizia il progetto Bagnoli, una fabbrica, a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria Italsider, esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano. Tra il 2001 e il 2006 realizza la serie Napoli, veduta immaginaria e il ciclo Sulle sponde del Mediterraneo. Nel 2011 chiude la serie Souvenirs d’Italie sui centri storici delle città italiane in cui si evidenzia la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa. La mostra viene esposta nello stesso anno a Villa Pignatelli alla Casa della Fotografia. Nel 2014 dedica un progetto al tragico incendio di Città della Scienza di Napoli con il poetico e silente racconto Still in Life che nel 2024 viene presentato nella collezione permanente del Museo MADRE di Napoli. Tra le mostre più recenti Capri B&B Behind and Beyond alla Certosa di San Giacomo a Capri (2016) in cui prosegue la speculazione sugli effetti del turismo e sull’identità dei luoghi mediante una lettura intima e a tratti spirituale. La Deriva del Paisaje è la retrospettiva che le dedica l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid nel 2018, cui segue la partecipazione a diverse residenze d’artista all’estero nel 2018 e 2019, rivolte a promuovere l’arte contemporanea italiana: nel maggio del 2018 è stata in residenza a Barcellona per il ciclo di residenze e nel 2019 è in Costa d’Avorio in Africa, per il progetto a cura di Adriana Rispoli Under The Spell Of Africa che ha visto la partecipazione di tre artisti italiani, Eugenio Tibaldi, Flavio Favelli e Raffaela Mariniello. Durante la residenza nella città di Abidjan, in Africa, Raffaela Mariniello ha prodotto tre immagini stampate in formato gigante per la realizzazione della mostra Nature, Culture, Artifice alla Fondazione d’arte contemporanea Donwhai di Abidjan, nel novembre 2019. Nel 2021 inaugura la mostra Utopia/ Distopia al museo MADRE di Napoli curata dalla neo direttrice Kathryn Weir alla quale Raffaela Mariniello partecipa con diversi lavori. Per l’occasione una sua opera viene acquistata dal museo entrando a far parte della sua collezione permanente. Nel 2022 realizza ZioRiz dedicato al fiume Volturno, il suo primo lungometraggio cinematografico, a metà strada tra documentario, film d’artista e ricerca sul paesaggio, presentato al Festival CinemAmbiente di Torino nel 2022 e successivamente proiettato in numerosi musei e festival, entrato dal 2022 nella collezione del Museo MADRE di Napoli. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Bibliothèque National de Paris e Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Banca Commerciale di Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fond National d’Art Contemporain, Parigi; Museo MADRE, Napoli; Metropolitana di Napoli; MAXXI di Roma.
Note di viaggio
Porto di Napoli
Il porto identifica il profondo legame della città con il mare. Di fondazione greca insieme alla città fu scalo militare e porto commerciale in epoca greco-romana e conobbe il suo splendore in epoca normanna. Con gli Angioini si arricchì di nuovi edifici, con gli Aragonesi di magazzini, depositi e fabbriche, con i Borbone divenne uno dei porti più importanti d’Europa facendo diventare la città una grande capitale economica e commerciale. Nel 1818 fu varata la prima nave a vapore del Mediterraneo, la “Real Ferdinando I”.
Piazza del Plebiscito - Napoli
La piazza durante il viceregno spagnolo era denominata “Largo di Palazzo”, fu poi chiamata “Piazza del Plebiscito” per celebrare il plebiscito del 1860 che determinò la fine del regno borbonico e la annessione del Regno delle due Sicilie a quello dei Savoia. La piazza è incorniciata da Palazzo Salerno (1775), Palazzo della Foresteria (1815), la basilica reale pontificia di San Francesco di Paola (1816) e Palazzo Reale, la cui edificazione ebbe inizio nel 1600 su progetto di Domenico Fontana, e che nel 1734 divenne la dimora ufficiale di Carlo di Borbone prima di trasferire la famiglia reale alla Reggia di Caserta. Nel 1809 furono abbattuti dei conventi preesistenti in loco e la piazza triplicò la propria estensione su volontà del Re Gioacchino Murat per realizzare il Foro Gioacchino. Egli fece inoltre costruire il Palazzo dei Ministri di Stato e il Palazzo per il Ministero degli Esteri. Dopo la cacciata di Murat nel 1815, Ferdinando I di Borbone trasforma l’originario progetto murattiano del foro completando la piazza con la realizzazione della Basilica di San Francesco di Paola dal 1817 al 1846 ed inaugurando la nuova Piazza del Plebiscito nel 1846. La basilica è uno tra i più importanti esempi di architettura neoclassica italiana. Di forma circolare con un grande emiciclo colonnato, fu progettata da Pietro Bianchi ispirandosi nelle forme al Pantheon di Roma e sul progetto originario di Leopoldo LaPeruta, poi completato dall’architetto di Casa reale Antonio de Simone. Al centro della piazza le bronzee statue equestri di Carlo III e Ferdinando I delle due Sicilie realizzate da Antonio Canova.