Acquedotto Carolino
Una grandiosa opera di ingegneria idraulica
Per alimentare i giochi d’acqua della Reggia di Caserta e, più in generale, per soddisfare le esigenze del Palazzo e della città, Carlo di Borbone costruì un nuovo acquedotto, che da lui prese il nome di Acquedotto Carolino. Il re incaricò del progetto Luigi Vanvitelli a cui chiese di realizzare una grandiosa impresa di ingegneria idraulica, che già all’epoca destò l’attenzione in tutta Europa e che ancora oggi è considerata una delle più importanti opere realizzate dai Borbone.
L’Acquedotto Carolino è solo uno dei numerosi interventi realizzati dai Borbone nel casertano volti allo sviluppo economico e sociale del territorio. Tra i vari provvedimenti, contribuirono alla formazione di una rete infrastrutturale costituita principalmente da servizi e da strade che collegavano le diverse tenute con la capitale.
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Il percorso delle acque del Sito UNESCO: dall’Acquedotto Carolino al Parco Reale, fino al Belvedere di San Leucio
L’Acquedotto Carolino, nel suo tratto più conosciuto, i Ponti della Valle di Maddaloni, è costituito da un’imponente struttura in tufo lunga 529 metri con tre ordini di archi a tutto sesto che raggiungono un’altezza di 55,8 metri, mentre l’intero percorso si snoda per lo più interrato per 38,5 chilometri, dalle falde del Taburno fino al monte Briano, dove l’acquedotto alimenta la cascata del Parco della Reggia di Caserta.
Lungo l’Acquedotto si trovano 67 torrini, caratteristiche costruzioni a pianta quadrata con copertura piramidale, che furono realizzati per la manutenzione tecnica e la segnalazione del tracciato.
Lungo le pendici del Taburno furono individuate numerose sorgenti e, per garantire la purezza dell’acqua, fu istituita la Riserva Reale del monte del Taburno.