Prestito d’eccellenza dalla Reggia di Caserta nel segno della collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Capri

Comunicato stampa a cura di Leeloo Comunicazione

 

Prestito d’eccellenza dalla Reggia di Caserta
nel segno della collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Capri

ALLA CERTOSA DI SAN GIACOMO ARRIVA L’OPERA
“VEDUTA DI CAPRI CON IL MONTE SOLARO” (1792) DI J.P. HACKERT

Il capolavoro settecentesco arricchisce il percorso espositivo della mostra
dedicata al bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra

I Musei e Parchi Archeologici di Capri annunciano con orgoglio il prestito dalla Reggia di Caserta dell’opera di Jakob Philipp Hackert “Veduta di Capri con il Monte Solaro” (1792). Per la prima volta il dipinto è esposto sull’isola che lo ha ispirato, in un evento di grande rilievo per i Musei e i Parchi Archeologi di Capri e per il territorio. Il prestito avviene in occasione della mostra Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026), a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco in programma fino al 18 ottobre 2026. La mostra ripercorre il processo che, tra Settecento e Ottocento, trasformò Capri da luogo appartato e difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate dell’immaginario europeo. Dalle prime esplorazioni antiquarie e dalla riscoperta delle vestigia imperiali alla stagione dei viaggiatori, degli artisti e degli scrittori che ne celebrarono la bellezza, il percorso racconta la progressiva costruzione del mito moderno dell’isola. Punto di svolta fu la riscoperta della Grotta Azzurra nel 1826 da parte di August Kopisch ed Ernst Fries, evento che segnò l’avvio della fortuna internazionale di Capri. Attraverso dipinti, disegni, libri, reperti archeologici e testimonianze d’epoca, la mostra ricostruisce la stagione in cui l’isola si affermò come luogo d’elezione per artisti e viaggiatori.

“Con soddisfazione annunciamo il prestito della Veduta di Capri con il Monte Solaro – afferma Antonio Tarasco, direttore generale ad interim della Reggia di Caserta – La collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Capri è espressione tangibile dei principi della Convenzione di Faro: valorizzare il patrimonio come legame vivo tra comunità, territori e storie. Un filo conduttore che unisce Caserta, la dinastia borbonica, la grande stagione del vedutismo sette-ottocentesco e la mostra caprese. Siamo felici che un altro museo statale esponga quest’opera dimostrando, ancora una volta, che il patrimonio della Reggia di Caserta non ha rilievo locale ma si lega alla storia di Napoli e dell’intera Nazione”.

“Il prestigioso prestito, concesso dalla Reggia di Caserta, rappresenta un segno concreto di collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura e testimonia come la condivisione del patrimonio possa generare nuovi percorsi di conoscenza e valorizzazione – dichiara Luca Di Franco, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri – L’opera arricchisce il racconto della mostra, contribuendo a restituire al pubblico tutta la forza evocativa del mito di Capri e della Grotta Azzurra, luoghi che da due secoli alimentano l’immaginario di artisti, viaggiatori e intellettuali. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Direzione della Reggia di Caserta per la sensibilità e la disponibilità dimostrate: è attraverso sinergie come questa che il patrimonio culturale italiano continua a dialogare, creando occasioni di crescita e di conoscenza condivisa, nell’ottica del Sistema museale Nazionale”.

L’OPERA DI J.P. HACKERT
Eseguita nel 1792 per Ferdinando IV di Borbone,“Veduta di Capri con il Monte Solaro” è una delle più significative vedute settecentesche dell’isola e una delle prime e più importanti rappresentazioni moderne del paesaggio caprese. Con quest’opera (una gouache su carta), inoltre, Hackert inaugura una nuova attenzione alla realtà topografica e paesaggistica di Capri, anticipando la stagione ottocentesca di artisti, scrittori e viaggiatori che contribuirono alla costruzione del mito internazionale dell’isola.
Nel percorso espositivo il il quadro assume un ruolo chiave nel passaggio dalla cultura vedutistica settecentesca alla successiva interpretazione romantica del paesaggio caprese. Dal punto di vista della rappresentazione figurativa, fino alla fine del Settecento Capri appare spesso come presenza lontana nel Golfo di Napoli; con Hackert si compie la svolta che fa dell’isola un soggetto con precisa individualità geografica, storica e naturale.
Il maestro Jakob Philipp Hackert (Prenzlau, 15 settembre 1737 – San Pietro di Careggi, 28 aprile 1807) fu artista di fama europea. Trasferitosi a Roma nel 1768 e poi stabilitosi a Napoli nel 1785 su richiesta di Ferdinando IV di Borbone, fu nominato Primo Pittore di Corte e qui operò realizzando non solo vedute, ma anche curando acquisti, restauri e decorazioni per i siti reali. Nelle collezioni della Reggia di Caserta si conservano molti dei suoi capolavori.

INFORMAZIONI
Mostra: Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026)
Curatori: Massimo Osanna e Luca Di Franco
RUP e coordinamento scientifico: Elena Cera
Comitato scientifico: Fabio Mangone, Renata Picone, Carlo Rescigno, Isabella Valente
Sede: Certosa di San Giacomo, Capri
Date: 3 luglio – 18 ottobre 2026
Ingresso: La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso alla Certosa di San Giacomo. I biglietti sono acquistabili sul sito www.museiitaliani.it, tramite l’app “Musei Italiani” o direttamente all’ingresso.
https://museicapri.cultura.gov.it/it/musei-e-parchi-archeologici-di-capri/

Ufficio Stampa
Leeloo Comunicazione
ufficiostampa.leeloo@gmail.com

Patrizia Notarnicola 331 6176325
Francesca Romana Gigli 331 6158303
Bruno Bruni 388 1066358
Monia Giannetti 338 3898673

Torna indietro