Pino Musi

Pino Musi con il giusto sguardo si confronta con l’Antico. Si sofferma su di esso per cogliere la vera essenza della bellezza e lo fa attraverso la sottrazione del superfluo, ovvero di ogni elemento che possa inficiare la percezione del sentimento puro che si prova dinanzi ai luoghi custodi della bellezza assoluta. Il suo occhio in bianco e nero è vibrante, è la luce che scrive l’immagine, e che gli conferisce un certo vigore pittorico. Così Musi dà nuova luce a Pompei e ci fa vedere quel luogo immortale, adesso più vivo che mai.

Note di viaggio

Pompei - Napoli

Il più importante sito archeologico al mondo insieme alle piramidi egizie. Fu fondata dagli Osci intorno al IX a.C. e distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La città fu abitata da Opici, Osci, Greci, Etruschi, Sanniti, Romani. Con i Sanniti divenne un ricco centro commerciale grazie al fiorente porto. Conquistata dai Romani nel III sec. a.C. Pompei raggiunse il suo massimo splendore sia per la sua estensione che per la crescita commerciale esportando in tutto il mediterraneo olio e vino. Sommersa e distrutta dall’eruzione del 79 D.C. la città storica con le sue preziose vestigie fu riportata alla luce insieme a Ercolano, grazie agli scavi che iniziarono nel 1748 durante il regno di Carlo di Borbone, dando un decisivo impulso al Grand Tour della metà del settecento in Europa. Grazie all’opera conservatrice delle ceneri e dei lapilli la città antica è rimasta quasi integra in ogni sua parte (strade, edifici, case, ville, botteghe, templi, teatri, terme, palestre).

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